Duomo di San Ciriaco
Pietra chiara sopra il mare

Il Duomo di San Ciriaco domina Ancona dal colle Guasco, nel punto più alto e antico della città. Qui sorgeva l’acropoli greca. Poi un tempio dedicato ad Afrodite. Poi una basilica paleocristiana. La cattedrale attuale, consacrata nel 1189, nasce sopra queste stratificazioni, fondendo romanico e influssi bizantini in una forma compatta, essenziale.
La facciata in pietra del Conero è sobria. Un protiro sostenuto da leoni stilofori introduce all’interno. Il rosone centrale filtra la luce con discrezione. Nulla è ridondante.
Il sagrato è già panorama. Il porto si apre sotto, le banchine si dispongono come linee sottili, il promontorio del Conero chiude l’orizzonte. Per secoli questa cattedrale è stata riferimento per i naviganti. Un punto fermo visibile dal mare, prima ancora che luogo di culto.
Dentro, lo spazio è raccolto ma solenne. La pianta a croce greca è coperta da una cupola dodecagonale che alleggerisce l’insieme. Le colonne provengono da edifici romani precedenti. La cripta custodisce le reliquie di San Ciriaco, patrono della città, e della beata Giana.
Nel corso dei secoli il Duomo ha subito restauri, danni sismici, interventi conservativi. Eppure, mantiene una coerenza rara.
Da qui si comprende la geografia intera: il porto, le colline, la linea del Conero. Il Duomo non è solo un monumento religioso. È punto di orientamento. È radice.
Ancona, vista da San Ciriaco, appare per ciò che è: città sospesa tra pietra e acqua.


