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Il Salento è noto per quello che si vede in superficie: il mare, la pietra, i trulli. Ma sotto, nel ventre carsico di questa terra, c'è un altro mondo. Un mondo di stalattiti e stalagmiti, di laghetti sotterranei, di luce filtrata che trasforma le rocce in qualcosa che non ha nome. Le grotte del Salento sono tra le più straordinarie d'Italia, e alcune tra le più importanti d'Europa.
Quando gli stracci sono belli
Al centro del Parco Naturale Otranto - Santa Maria di Leuca, a Castro Marina in Puglia, si apre al visitatore l'affascinante Grotta di Zinzulusa, riconosciuta tra le dieci più importanti grotte al mondo. La Zinzulusa è una grotta naturale caratterizzata da tante stalattiti, chiamate nel dialetto locale "zinzuli" (stracci) perché ricordano degli stracci appesi ad asciugare.
Attraversato con stupore il Corridoio delle Meraviglie, incontrando anche un laghetto sotterraneo chiamato Trabocchetto, è il momento di ammirare la Cripta, una caverna alta 25 metri ricca di colonne calcaree. Da qui c'è ancora un motivo per sorprendersi: il piccolo laghetto sotterraneo chiamato Cocito, caratterizzato dalla stratificazione delle limpidissime acque, acqua dolce in alto e salmastra sul fondo, e dalla presenza di organismi rari. La visita dura circa 30 minuti e si accede via mare o a piedi dal porticciolo di Castro Marina.
Quando l'acqua è dolce
A Roca Vecchia, nel comune di Melendugno, lungo la costa adriatica del Salento, si trovano due cavità carsiche che il mare ha scavato nel tempo nella roccia calcarea. La più grande è una piscina naturale aperta sul cielo, in cui ci si tuffa e si nuota mentre le pareti calcaree filtrano la luce in modi che è difficile descrivere. Il nome non viene dalla poesia dei versi: viene dal greco antico "posìa", che significa bevuta, per via di una sorgente d'acqua dolce che un tempo sgorgava all'interno. La grotta più piccola, invece, non è balneabile e non è accessibile al pubblico, ma custodisce qualcosa di straordinario: 600 metri quadrati di incisioni sulle pareti, uno dei più importanti monumenti epigrafici del Mediterraneo antico, con figure preistoriche, iscrizioni messapiche datate tra il VI e il IV secolo a.C. e un alfabeto di tipo greco che ancora in parte non sappiamo leggere. Nuotare nella Grotta Grande e sapere che a pochi metri, al di là di un cunicolo, c'è tutto questo: è il Salento che non finisce di sorprendere.
Paleolitico a fior di roccia
La Grotta Romanelli si costituisce da un unico ampio vano aperto e visibile dall'esterno. Il suo fascino deriva anche dall'essere scrigno di storia: furono ritrovati strumenti di pietra risalenti al Paleolitico e fossili di animali estinti. Non è visitabile dall'interno, ma la sua posizione sulla scogliera adriatica è già di per sé uno spettacolo.
Il nome dice tutto
La Grotta Azzurra è un'altra perla dell'Adriatico, raggiungibile solo via mare. Si trova a Castro, a pochi metri dalla Grotta della Zinzulusa. Il suo nome fa riferimento al colore che assume l'acqua per via della rifrazione della luce sulla parete rocciosa.






Una delle opzioni migliori è l'escursione in barca che parte dal porticciolo di Castro Marina, a circa 60 km dal Giardino dei Pini, toccando la Zinzulusa, la Romanelli, e poi proseguendo verso Porto Miggiano, una delle insenature più belle di tutto il Salento per le tonalità del mare. Chiedici e saremo felici di indicarti tutte le possibilità.
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