Diciotto sentieri, una sola bussola: il silenzio

Un alfabeto scritto nel bosco
Il Conero non si lascia raccontare da un'unica camminata. Si concede a rate, in diciotto tracciati diversi che attraversano boschi di leccio, vigneti terrazzati e falesie a picco sul blu, ognuno segnato da un cartello del Club Alpino Italiano che indica numero, difficoltà, tempo di percorrenza. È un alfabeto scritto nel bosco, da decifrare un simbolo alla volta, che collega Portonovo a Sirolo passando per versanti diversissimi dello stesso monte.


Il sentiero 301, la Traversata del Conero, è la lingua madre di questo alfabeto: circa otto chilometri tra la zona del Poggio e il Teatro alle Cave, quattro ore di cammino con deviazioni che salgono fino ai Belvedere Nord e Sud, dove il monte si apre all'improvviso e mostra tutta la Riviera in un solo sguardo. Chi cerca una frase più breve può percorrere l'Anello di Portonovo, meno di quattro chilometri circolari che toccano il Fortino Napoleonico e le Terrazze: un pomeriggio intero racchiuso in poco più di un'ora di cammino. Il sentiero 302 conduce fino al punto panoramico sulle Due Sorelle, ma si ferma lì: l'ultimo tratto, quello che scende alla spiaggia, appartiene solo al mare.

Il Conero cambia pelle con le stagioni più di quanto ci si aspetti da un monte così vicino al mare. Ginestre in fiore a primavera, corbezzoli rossi in autunno, la stessa macchia mediterranea che sembra ogni volta un bosco diverso. Bastano scarpe comode e la voglia di perdersi un po': per chi soggiorna al SeeBay, il Conero si disvela così, un passo alla volta.






