La Taranta

C'è una danza nel Salento che non si può guardare con distacco. Ti entra dentro prima che tu te ne accorga, attraverso il tamburello, attraverso i piedi che battono sul pavimento, attraverso quello sguardo tra i due ballerini che si avvicinano e si sfuggono in un corteggiamento che non finisce mai. La pizzica salentina è un ballo gioioso, travolgente e coinvolgente, al quale è difficile resistere. Da una parte energico, frenetico, veloce e inafferrabile, dall'altra rallentato, composto e impercettibile, per poi riprendere a un ritmo ancora più incessante.
Tra Dioniso e la tarantola
La pizzica ha origini molto antiche che risalgono a culti dionisiaci molto comuni nell'area del Salento, provenienti dalla Grecia, e fatti propri dalle popolazioni locali. La parola "Pizzica" comparve per la prima volta in un documento del 1797, durante l'epoca dei Borboni, con riferimento a una danza notturna organizzata dalla nobiltà della città di Taranto in onore del re Ferdinando IV. Ma le sue radici sono molto più profonde di quel documento di corte.
La pizzica nasce come musica di accompagnamento nei riti coreutici che avevano lo scopo di esorcizzare il tarantismo, una forma di isteria che colpiva le donne che lavoravano nei campi e che si pensava fossero state morse da tarantole o scorpioni. Secondo le credenze popolari dell'epoca, quando le malcapitate contadine venivano morsicate dalla "taranta", divenivano possedute dal suo veleno potentissimo. Per liberarsi dal suo veleno il "pizzicato" poteva ballare anche per giorni o settimane intere con un ritmo sempre più accelerato. Era terapia, era teatro, era il modo in cui una comunità elaborava il dolore collettivo attraverso il corpo e la musica. Nato a Galatina, si è diffuso in tutto il Salento come linguaggio comune di un popolo.
Tra tamburelli e fazzoletti
La pizzica è una danza di corteggiamento durante la quale due ballerini si avvicinano ma non si toccano mai. Conduce il ballo la donna, che servendosi di piccole fughe, guizzi, repentine fermate e ripartenze, stuzzica l'uomo a inseguirla. Di centrale importanza è il fazzoletto che la donna sventola in segno di elegante provocazione, il quale però non può essere preso dall'uomo se non con il consenso dell'amata. La danza di coppia è sostenuta dalla "ronda", cerchio costituito da ballerini, musicisti e spettatori: il cerchio rappresenta la perfezione e l'energia esterna che si riversa sulla coppia.
La Notte della Taranta e la Notte di San Rocco
L'evento più celebre è La Notte della Taranta, a Melpignano, a 45 km dal Giardino dei Pin. Si svolge a fine agosto per chiudere in bellezza la stagione estiva, durante la quale sono previste varie tappe itineranti. Artisti di fama internazionale e una folla da stadio, per una grande festa di luci, tamburelli e canti.
Un altro evento da non perdere è la festa della "Notte di San Rocco", a Torrepaduli, dove la sera del 15 agosto migliaia di persone si radunano per partecipare alla pizzica salentina e alla danza delle spade.
Anche se, in realtà, nel Salento d'estate, basta una sagra di paese, una piazza qualsiasi, un tamburello che comincia a suonare.




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