Galatina

Il Salento che balla e non lo dimentica

Galatina è una delle soste più interessanti da fare nel Salento se cerchi un luogo che abbia carattere, storia e una vita cittadina autentica, senza l'impronta più turistica delle località di mare. È il tipo di posto che non finisce nelle prime pagine delle guide patinate. Il che è esattamente il motivo per venirci.

Fu una delle prime città d'Italia a dotarsi di strade lastricate in pietra viva, ancora oggi rimaste quasi intatte, che danno la sensazione che il tempo in questa cittadina si sia fermato.

Camminare nel centro storico di Galatina significa attraversare una stratificazione di secoli che non si è preoccupata di rendersi presentabile per il turismo. Ed è per questo che funziona.
La Basilica di Santa Caterina

Dove tutti pensano il Barocco, arriva il Gotico

La Basilica di Santa Caterina d'Alessandria è il monumento più rappresentativo della cittadina e soprattutto della sua storia. Essa deve il suo aspetto attuale alla presenza dei monaci francescani inquisitori qui, voluti da Raimondello Orsini del Balzo, il signore del luogo. L'interno della chiesa è una meraviglia del Gotico Internazionale che ricorda, per certi versi, la basilica superiore di Assisi, attraverso la cui lettura si capiscono tante cose della storia sia di Galatina che dell'arrivo dell'affermarsi del Credo cattolico di rito romano. È uno di quei luoghi in cui entri aspettandoti una cosa e ne trovi un'altra completamente diversa.

Il tarantismo

Non solo folklore, ma storia

Qui, più che in altri luoghi del Salento, è rimasta viva anche la memoria del tarantismo: il complesso sistema di credenze, musica, danza e devozione popolare associato alla figura di San Paolo e al morso simbolico della taranta. Oggi questo mondo non va letto come semplice folklore da cartolina. Fa parte dell'identità culturale della città e si percepisce ancora passeggiando tra la Cappella di San Paolo, Piazza San Pietro e le strade del centro.

La leggenda narra che San Paolo, sbarcato in Salento e giunto a Galatina, fosse stato ospitato da tre sorelle, alle quali in cambio dell'ospitalità donò il potere di guarire dal morso degli animali velenosi. Ormai anziana, l'ultima delle tre sorelle per non disperdere questo potere sputò nell'acqua di un pozzo. Da quel pozzo, ancora oggi presente nella piccola Cappella di San Paolo, si snoda tutta la storia del tarantismo salentino. Il rito di liberazione dal morso del ragno delle tarante iniziava nell'abitazione delle malcapitate dove, al ritmo incalzante dei tamburelli, si lasciavano andare in un ballo frenetico e convulso. Era medicina, era teatro, era esorcismo. Era il modo in cui una comunità elaborava il dolore, il malessere, la marginalità sociale attraverso la musica e il corpo.

Il Comune di Galatina ha avviato un articolato percorso per ottenere il riconoscimento del tarantismo come bene immateriale protetto dall'UNESCO. Un riconoscimento che non stupirebbe: pochi fenomeni culturali del Mezzogiorno sono così stratificati, così radicati, così capaci di attraversare i secoli e atterrare nel presente senza perdere la propria forza.

Il pasticciotto

Sì, è nato qui

Un salto dalla Pasticceria Ascalone per assaggiare il pasticciotto originale non può mancare. Il dolce storico salentino si produce e vende in tutto il Salento, ma proprio in questa pasticceria è stato inventato. Qui puoi assaggiare il pasticciotto realizzato con la ricetta originale, tramandata di generazione in generazione. Questo dettaglio vale da solo il viaggio. Mangiare un pasticciotto a Galatina, nella pasticceria in cui è nato, è il tipo di esperienza che The Begin chiamerebbe lusso. Quello vero.

Le nostreofferte
Prenota il tuo soggiorno
Su misura per te

Siamo sempre a Tua disposizione per maggiori informazioni e per disegnare insieme la Tua esperienza di viaggio.