Lecce

Ci sono città che mostrano la loro bellezza subito, tutta in una volta. Lecce no. Lecce la distribuisce per i vicoli, la nasconde negli angoli, la fa esplodere dove meno te lo aspetti. Poi cammini e capisci: non è una città con dei monumenti barocchi. È una città che è barocca nell'anima, nella pietra, nel modo in cui la luce del pomeriggio cade sulle facciate e le trasforma in qualcosa che non ha un equivalente da nessun'altra parte.

Nota come "la Firenze del Sud", Lecce stupisce, affascina e conquista con i resti archeologici della dominazione romana e con l'esuberanza del barocco seicentesco, qui noto come "barocco leccese", espressione unica di un linguaggio popolare dalle radici mediterranee. Il paragone con Firenze è un po' impreciso, come tutti i paragoni tra città che non si assomigliano davvero. Lecce è più calda, più solare, più incline alla decorazione eccessiva che però, stranamente, non stanca mai. Forse perché è fatta di pietra leccese, un materiale così morbido e luminoso che anche l'ornamento più ridondante sembra leggero.

Le tappe imperdibili a Lecce
La Basilica di Santa Croce

Il barocco al massimo

La Basilica di Santa Croce è l'esempio più significativo di barocco leccese con le decorazioni della facciata così fastose da lasciare senza fiato. Questo è il punto in cui il barocco salentino smette di essere uno stile e diventa una dichiarazione d'intenti. Il rosone centrale è un vortice di fregi, ma poi gli occhi vanno inevitabilmente alla statua di Sant'Oronzo in alto, che sembra vegliare su tutta la piazza. L'interno, a croce latina, è più sobrio ma non per questo meno affascinante: le colonne tortili dell'altare maggiore sono un capolavoro di equilibrio, e la luce che filtra dalle finestre crea giochi suggestivi sui marmi policromi. Al tramonto, la facciata si accende di riflessi caldi che sembrano venire dall'interno della pietra stessa.

Piazza del Duomo

il teatro più bello della città

Giungendo nella famosa Piazza Duomo si nota subito la sfarzosa facciata della Cattedrale ed il Campanile che svetta per 70 metri, maggiori rappresentanti del Barocco Leccese, ed anche il Palazzo del Vescovado, il Palazzo del Seminario dove oggi ha sede il Museo diocesano di Arte Sacra. È una piazza chiusa su tre lati, quasi un'aula all'aperto, con una teatralità che sembra studiata a tavolino. Probabilmente lo è stata. Lecce nel Seicento sapeva benissimo cosa stava facendo.

L'anfiteatro romano in mezzo alla città

Passeggiando per il centro di Lecce, tra le facciate barocche che sembrano merletti di pietra, ti imbatti in qualcosa di inaspettato: un anfiteatro romano che spunta dal sottosuolo, proprio in piazza Sant'Oronzo. È una di quelle cose che ti fanno fermare di colpo. La struttura monumentale, sepolta sotto le macerie fino al 1901 e riportata alla luce nel corso degli scavi per porre le fondamenta dell'edificio della Banca d'Italia, si stima accogliesse tra i 15.000 e i 20.000 spettatori. Lecce, insomma, non è solo barocco. È stratificata, è antica, è il tipo di città che ogni volta che scavi svela qualcosa. 

Il Castello di Carlo V

Nei pressi di Piazza Sant'Oronzo sorge il Castello di Lecce, anche conosciuto come il Castello di Carlo V. Il re, nel 1539, trasformò il baluardo medievale in una vera fortezza militare, capace di resistere ai feroci attacchi da parte dei Turchi. All'interno, oltre agli spazi espositivi temporanei, si possono visitare la cappella di Santa Barbara e il percorso sotterraneo delle prigioni, che regala un brivido di storia più cupa. Dopo tanta esuberanza decorativa, è la tappa che rimette i piedi per terra.

I mestieri della pietra

Lungo le vie pedonali del centro storico della città, si susseguono i numerosi laboratori di lavorazione della pietra leccese: arte ancora viva grazie all'estro pratico e alla creatività dei mastri scalpellini. Vale fermarsi a guardare. Vale capire che quello che vedi sulle facciate delle chiese non è stato stampato, è stato scolpito da qualcuno con le mani, un pezzo alla volta, per mesi.

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